Magic Historica: Ravnica, la Città delle Gilde - Convocazione e Decamillenario Stampa
Martedì 10 Dicembre 2019
historica dic_2019Articolo di Francesco Gyed Cambilargiu

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CAP 9 - 25 Zuun 9.999 Z.C., Mattina presto

"Al di sopra di qualunque valutazione, non dovrete mai creare qualcosa che non potete distruggere" -- Matka Tajini (331.-612 Z.C.) dalle Pergamene della Matka.

Avevamo lasciato Savra, Regina dei Golgari e Svogthir all'interno di Svogthos, la Tomba Inquieta, quando il parun Golgari, dopo tanto tempo nuovamente in possesso di un corpo completo, cerca di colpire la Matka. Tuttavia, Svogthir scopre di non poter muovere il braccio, e Savra gli spiega che, anche se la testa è sua, il corpo appartiene a lei, e si muoverà solo seguendo il suo volere. Costretto dunque ad obbedire agli ordini dell'elfa, Svogthir accetta la proposta di Savra: lui la aiuterà a uccidere le Sorelle di Pietramorte, e lei in cambio lo lascerà non-vivere con quel corpo. Svogthir arriva persino ad alzare la posta, offrendosi di diventare il suo portavoce e sfruttare la sua reputazione per mantenere il potere (in maniera simile a quanto farà Storrev, Lich Devkarin con Vraska, Regina Golgari quasi un secolo dopo).

Nel frattempo, nella loro corte, le Sorelle di Pietramorte osservano le mosse di Savra da uno specchio magico, e Ludmilla, la più grande del trio, rassicura le sue sorelle più piccole, Lexya (la mediana) e Lydya (la più piccola), preoccupate da ciò che vedono, affermando che la Matka e il suo servitore non riusciranno mai a spodestarle. Poco dopo, infatti, mentre Savra e Svogthir stanno attraversando la piramide-labirinto per raggiungere le Sorelle, vengono raggiunti ed aggrediti da un gruppo di arpie, che di fronte alla magia di Savra e al corpo di Svogthir, vengono sconfitte. Una sola arpia viene deliberatamente risparmiata dal duo, così da riferire un messaggio per tutti i Teratogeni: il dio Svogthir è tornato e sta per riprendersi il trono; chiunque si opporrà verrà ucciso, mentre chi si sottometterà potrà continuare a vivere. Man mano che i due avanzano, inviando i loro stessi nemici a riferire lo stesso messaggio, sempre meno teratogeni scelgono di combatterli, e invece si sottomettono a Svogthir, formando un vero e proprio esercito alle spalle del duo. Savra e i suoi alleati arrivano così di fronte alla stanza delle Sorelle, e per far uscire le gorgoni allo scoperto, Svogthir pronuncia un discorso di fronte ai membri della sua gilda che lì sono radunati, di fatto cedendo il comando a Savra.

Poco dopo, le Sorelle in persona escono dalla loro "tana" e cominciano a lottare contro Svogthir, scoprendo però che il parun riesce a tener loro testa, e ben presto Lydya e Lexya finiscono uccise. Con le spalle al muro, Ludmilla, ormai ultima esponente della sua razza rimasta in vita, decide di accettare la proposta del nemico: si inginocchia, giura di servire Svogthir e infine gli cede il controllo della gilda. Ma con una mossa che sorprende tutti, Savra utilizza il corpo che ha donato a Svogthir per rivoltarlo contro il suo stesso alleato, strappandogli la testa e spaccandola contro la roccia. Il più forte comanda, e Savra ha dimostrato di essere la più forte di tutti i Golgari, perciò è degna di essere la loro regina. Ludmilla inizialmente protesta, ma quando la nuova guildmaster le assicura di risparmiarle la vita e la mette al comando di un esercito, la gorgone la dichiara, alzandole il braccio in aria in segno di vittoria, guildmaster dei Golgari.

CAP 10 - 18 Griev 9943 ZC

Mentre inseguono la creatura coperta dall'incantesimo camaleontico, Agrus Kos e Myczil Zunich vengono attaccati da uno sciame di piccoli insetti, che Myczil riconosce essere una distrazione usata dai cacciatori di taglie Golgari. I due 'jek sono però costretti a fermarsi quando Kos si ferisce, ma la sosta è positiva, perché permette a Zunich di scovare Palla, la Rakdos alla quale stava dando la caccia.

CAP 11 - 27 Zuun 9999 Z.C. Metà Mattina

"Un atto di omicidio intenzionale contro qualunque ufficiale wojek è considerato una violazione capitale" -- Ordinanza Cittadina di Ravnica

Agrus Kos, Veterano Wojek, si risveglia nella sua stanza all'interno del quartier generale wojek del Decimo, dolorante e con parecchie ossa rotte. In piedi accanto a lui stanno Feather, l'angelo dalle ali legate, il Capitano Phaskin, e l'infermiera Argh (il cui vero nome è Yaraghiya), una vedalken Simic che lavora con i Wojek. La vedalken informa Kos sulle sue condizioni, avvisandolo di non muoversi, e gli consiglia, una volta guarito, di farsi visitare da uno specialista per risolvere i suoi problemi di alcol e di abuso delle Lacrime, ottenendo chiaramente una risposta negativa da parte del Tenente. Argh riferisce poi i dati che Helligan, il medico legale, ha comunicato riguardo le vittime dell'attentato in cui Kos è stato ferito: la prima è un bambina di cinque anni, il cui necro interrogatorio (pratica che consiste nel rianimare un cadavere che abbia mantenuto intatto il cervello come zombie senziente e sottoporlo ad un interrogatorio) non ha prodotto risultati; un lossodonte identificato come San Bayul e il goblin attentatore. Di Borca invece non è stato ritrovato nulla, a parte pezzi di carne ridotti così male da non poter essere identificati. Apparentemente, inoltre, la ledev che Kos ha notato vicino a San Bayul è scomparsa senza lasciare traccia, e non figura nell'elenco delle vittime.

Inoltre, nonostante il Tenente insista nel dire di voler essere curato con le Lacrime, Argh si rifiuta, spiegandogli che il suo corpo reagirebbe all'eccessiva esposizione al mana bianco grezzo procurandogli un infarto. Kos non può quindi essere guarito dalla magia, o il suo cuore smetterebbe di battere, tuttavia, assicura Argh, dopo un paio di giorni di cure mediche non magiche potrà tornare a indagare. Quando Kos fa notare che in due giorni il mandante dell'attentato sarà quasi certamente scappato, Phaskin gli spiega che il mandante ha già avuto tutto il tempo di sparire, perché Kos è rimasto privo di sensi per tre giorni. L'altra cattiva notizia è che l'indagine è stata affidata a Stanslov, un wojek famoso per la sua incapacità ma apparentemente tenuto in grande considerazione dai pezzi grossi. Rassegnatosi a rimanere a letto per altri due giorni, Kos chiede di sapere chi fosse la ledev che accompagnava Bayul, ma per qualche motivo i suoi compagni esitano, e solo Feather ha il coraggio di rispondere che molto probabilmente si tratta della figlia di Myczil Zunich: Fonn Zunich.

CAP 12 - 27 Zuun 9999 Z.C. Pomeriggio

"Nessun ufficiale wojek deve entrare in territorio Golgari durante un pattugliamento senza precedente avvertimento" --Ordine Generale della Lega Wojek, la Regola della Città Sepolta (8986 Z.C.)

Poche ore dopo il risveglio di Kos, anche Fonn riprende conoscenza, e si ritrova nella stessa stanza della Città Sepolta in cui era stata attaccata dal misterioso elfo, il quale sembra giacere addormentato in quella stessa stanza. Tuttavia, quando Fonn prova ad attaccarlo, l'elfo le suggerisce di fermarsi e di dare un'occhiata alle pareti. L'oscurità nella quale la stanza è immersa sembra muoversi, e dopo qualche secondo Fonn comprende l'inquietante realtà: le pareti sono completamente coperte da insetti neri che l'elfo chiama Coleotteri Pungenti e le chiede se riesca a udire le loro voci. Fonn risponde di non poterlo fare, e l'elfo ne approfitta per mettere nero su bianco ciò che tutti, almeno una volta, hanno pensato sui Selesnya: il Conclave afferma di parlare a nome di tutta la vita di Ravnica, eppure ignora la minuscola, numerosissima vita che scorre sotto i suoi piedi. Fonn però ha la risposta pronta e afferma che lei è una guerriera, non una sacerdotessa, ed è per questo motivo che non è in grado di comunicare con gli insetti. Appurato ciò, e dopo essersi assicurato che la sua prigioniera non farà mosse incoscienti, l'elfo si presenta come Jarad, e le spiega di averla rapita per ordine della Matka. Poi, dopo aver invitato Fonn a non chiedere aiuto, Jarad apre la porta per andare a cercarle del cibo, ma viene attaccato da un trio di arpie. Il combattimento è breve, e una volta sconfitte, le tre assassine rispondono ai dubbi di Jarad affermando di non essere state inviate da Savra, rafforzando così i sospetti dell'elfo riguardo sua sorella. Una volta date in pasto le arpie ai suoi insetti, il Devkarin offre una possibilità a Fonn: stringere un'alleanza per uscire sani e salvi dalla Città Sepolta.

Data la situazione, la mezz'elfa non può far altro che accettare, ma esprime il desiderio di venire accompagnata fino a Vitu Ghazi, dove potrà riportare l'accaduto alle autorità della sua gilda. Tuttavia, Jarad le spiega di non poterlo fare, perché i wojek hanno messo una taglia sulla sua testa con l'accusa di aver contribuito all'omicidio del Sergente Bell Borca. Fortunatamente però, il Devkarin conosce un luogo sicuro in superficie dove poter reperire informazioni fresche per scagionare Fonn: un ristorante gestito da un informatore Orzhov che fino ad oggi non lo ha mai deluso. Fonn impiega un po' per decidere il da farsi, ma alla fine si convince e comincia la risalita della Città Sepolta assieme a Jarad.

Nel frattempo, ancora sdraiato a letto, Agrus Kos discute con Phaskin per farsi affidare il caso, o comunque per non affidarlo all'incapace Tenente Stanslov, ma il capitano è irremovibile. Il discorso cade allora sulla moglie di Zunich, morta suicida vent'anni fa, trentasette anni dopo la morte del marito, e Kos insiste nell'affermare non solo che sia suo dovere risolvere il caso perché lo deve a Zunich e a sua moglie, ma anche Stanslov e Phaskin non siano adatti a risolvere il caso, in quanto burocrati e non veri wojek. Stavolta la lingua lunga di Kos gli è di intralcio, perché Phaskin, furioso, abbandona la stanza, non prima di aver ribadito che lascerà l'indagine nelle mani di Stanslov e di voler sospendere Kos. Il capitano si porta via anche Feather, e Kos rimane da solo con i suoi fantasmi. O meglio, con un fantasma in particolare: il solito spettro di Zunich.

CAP 13 - 27 Zuun 9.999 Z.C.: Primo pomeriggio

"Nel momento in cui una violazione dello Statuto diventa personale, l'ufficiale perde obbiettività, e tutte le sue conclusioni saranno considerate sospetti. L'unica eccezione è composta da quei casi di omicidio che coinvolgono un partner attivo. In quei casi, ogni richiesta dell'ufficiale sopravvissuto di investigare sulla morte del partner non può essere rifiutata fintanto che l'ufficiale sopravvissuto sarà nelle condizioni mentali e fisiche per adempiere al suo dovere." --Manuale dell'Ufficiale Wojek, Appendice E: Statuto sulla Vendetta.


Pochi minuti dopo aver visto il fantasma di Zunich, Kos si ritrova sdraiato sul pavimento della sua stanza, e mentre cerca di riprendersi dal dolore, sente la voce di Borca che gli grida di svegliarsi. Quando riapre gli occhi, Kos si trova di fronte al fantasma del suo partner che gli fluttua accanto e gli chiede di non urlare, altrimenti Argh accorrerà e lo legherà al letto. Borca spiega che solo il Tenente, in quanto suo vendicatore designato, è l'unico che può vederlo o sentirlo, e che gli rimarrà a fianco fino a quando Kos non punirà il suo assassino. Nel frattempo, nella Città Sepolta, Fonn e Jarad salvano Biracazir, il lupo di Fonn, dalle grinfie di un quartetto di zombie senzienti, che immediatamente vengono sottoposti da Jarad ad interrogatorio. Stando alle parole di uno degli zombie, qualcuno ha messo una taglia sulla testa di Jarad e su quella di Fonn, ma quando il cacciatore elfico domanda se sia stata la Matka, lo zombie dapprima nega, e poi comincia a mutare aspetto, trasformandosi in un agglomerato di vermi biancastri che si avventano sulla mano di Jarad. L'elfo, pur colto di sorpresa, riesce a liberarsi, ma il contatto con quelle creature gli provoca una strana sensazione, e dopo essersi liberato dei vermicelli, afferma di aver udito una voce che lo invitava a smettere di lottare. L'elfo rimane come ipnotizzato finché Fonn non lo riscuote, dopodiché, una volta appurato che i vermi non si stanno più muovendo, i due riprendono il loro viaggio verso la superficie assieme a Biracazir.

Nel frattempo, Borca rivela altre informazioni a Kos. Spiega di aver stipulato una polizza di assicurazione con un Orzhov, tale Harkins l'Ectomago, ed in seguito al pagamento di una ingente somma di denaro, ha arruolato Kos, il miglior investigatore Wojek di tutta Ravnica, per indagare qualora gli fosse accaduto qualcosa. Borca è quindi destinato a tormentare Kos fino a quando il Tenente non avrà risolto il suo caso, vendicando quindi la sua morte. Quando Kos gli chiede come mai fosse accanto a Bayul quando è esplosa la bomba, Borca risponde di non ricordare nessuna bomba: un attimo prima era con Luda, la ragazzina uccisa dal goblin attentatore, e un attimo dopo si è risvegliato come fantasma. In quel mentre, Feather che sentendo Kos parlare con Borca ha pensato stesse parlando da solo, entra nella stanza. Kos approfitta della presenza dell'amica per architettare la propria fuga, ordinandole di prendere il kit medico contenuto in una bacheca sulla parete e di passarglielo, minacciando di buttarsi giù dal letto se lei non lo farà. Messa alle strette, Feather obbedisce e gli porta il kit medico, infrangendo così gli ordini di Phaskin, ma promettendo a Kos di seguirlo e di aiutarlo a scoprire la verità dietro l'attentato a Bayul.

CAP 14 - 27 Zuun 9.999 Z.C.: sera

"Per favore, chiedete delle nostre Specialità del Giorno." --Il menù del Pivlichinos nella sua interezza.

Dopo una medicazione provvisoria a base di Lacrime (che non fanno che peggiorare le condizioni del cuore del Tenente), Kos, il fantasma di Borca e Feather raggiungono il Pivlichinos, un ristorante famoso perché il suo proprietario, mr. Pivlic, è un imp Orzhov che offre sempre ottime informazioni ad un prezzo onesto. Pivlic in persona si presenta al tavolo, e lascia Kos a bocca aperta quando domanda che cosa prenda da mangiare Borca, dimostrando quindi di poter vedere il fantasma che segue Kos. A quel punto il Tenente è costretto a spiegare la faccenda a Feather, ma quando l'angelo liquida il tutto ad una storia che Kos ha inventato per superare il dolore della morte di Borca, il Tenente sposta la sua attenzione su Pivlich, che rivela di non potergli dare le informazioni che cerca perché anche qualcun altro ha chiesto la stessa cosa. L'unico modo per ottenerle, è sconfiggere un mezzo demone chiamato Iv'gnork nell'arena sottostante il Pivlichinos, combattendo in coppia con l'altra persona che ha richiesto le stesse informazioni. Nonostante Borca e Feather si oppongano, Kos accetta, e un'ora dopo, Kos e il fantasma di Borca, che non può allontanarsi troppo da lui, entrano nella Fossa da pranzo del Pivlichinos.

CAP 15 - 27 Zuun 9999 Z.C. Sera tardi

"Due o più entrano, ma solo uno mangia" --Incisione sul cancello d'entrata #1 della Fossa da pranzo del Pivlichinos

Seduta ad assistere al combattimento nella Fossa da pranzo del Pivlichinos, c'è Fonn. L'informatore di Jarad è infatti proprio Pivlich, il quale ha convinto anche a Jarad a combattere il demone Iv'gnork in cambio di informazioni riguardo l'attentato a San Bayul. L'elfa è preoccupata che la lotta possa finire male, e le sue preoccupazioni aumentano quando Feather le si siede accanto, affermando di essere amica di Agrus Kos ed intimandole di non muoversi finché il combattimento non sarà finito, o lei sarà costretta ad immobilizzarla. Nel frattempo, parecchi metri più sotto, Kos scopre che la persona che lo aiuterà ad uccidere il mezzo-demone è Jarad, una sua vecchia conoscenza che non vede da cinquantasette anni. Le circostanze obbligano il wojek a lasciare da parte l'antico rancore, e si arrende all'idea di dover combattere assieme a lui contro Iv’gnork. Mentre il Tenente discute con Borca, messosi proprio davanti alla sua visuale, Jarad dà il via alle danze e comincia il combattimento con il mezzo-demone. Poco dopo anche Kos avanza verso il mezzo demone con la spada in pugno, e con un colpo incastra l'arma nel corpo del mezzo demone, ottenendo però l'unico risultato di farlo infuriare e permettergli di atterrare Jarad. Sembra tutto perduto, ma quando Iv’gnork si porta il corpo esanime dell'elfo alla bocca, Jarad svela il suo inganno e centinaia di piccoli insetti cominciano a strisciare dentro il demone, divorandone le carni dall'interno.

Mentre Kos urla a Jarad di non uccidere il nemico per non perdere tutte le informazioni, Feather conclude l'interrogatorio di Fonn e si rassicura nel sapere che la Ledev non è coinvolta nell'attentato. Tuttavia, l'angelo insiste nel volerla far parlare anche con Kos e propone alla ragazza di lavorare assieme alla soluzione del caso. Da principio Fonn non è convintissima, ma quando realizza che Kos sta rischiando la propria vita per scoprire la verità sull'attentato a San Bayul, decide di fidarsi dei wojek, e di accettare l'offerta di Feather. Pochi istanti dopo, Iv'gnork rivela di essere effettivamente coinvolto nell'attentato, in quanto pochi giorni fa ha acquistato la bomba che ha ucciso Bayul da un quietmen, uno dei misteriosi guardiani senza volto dei Selesnya. Appena il tempo di domandarsi perché mai un Selesnya dovrebbe uccidere un membro della sua stessa gilda, che Kos e Jarad vedono nove figure incappucciate senza volto alzarsi dagli spalti ed avvicinarsi alla Fossa.

CAP 16 - 27 Zuun 9999 Z.C. Sera tardi

"Tranne nei casi di gravi abusi (confermati da un superiore), nessun wojek è responsabile di eventuali danneggiamenti di proprietà causati durante un'investigazione" --Manuale dell'Ufficiale Wojek

La presenza dei quietmen, conosciuti da tutti per essere gli occhi e le orecchie del Conclave, provoca immediatamente una reazione negativa da parte degli avventori del Pivlichinos, perlopiù canaglie Rakdos e creature che non vogliono avere nulla a che fare con i Selesnya; perciò ben presto gli spalti si trasformano in una seconda arena. Fonn, che nel frattempo ha raggiunto Jarad e Kos assieme a Feather, suggerisce che i quietmen siano giunti qui solamente per predicare, ma i suoi compagni gli fanno notare che le creature hanno bloccato tutte le uscite come se volessero impedire ai clienti di sfuggire al massacro. Fortunatamente per Kos, Jarad, Feather, Biracazir e Fonn, Pivlich ha una soluzione per sfuggire agli assassini e li accompagna fino alla sua zeppelide personale, sorvegliata da due quietmen, i quali, a causa di un errore di Fonn, sembrano uscire dal letargo e cercano di eliminare il gruppo. Sconfitti i due avversari, Kos e gli altri entrano sani e salvi dentro la zeppelide e lì il Tenente ordina a Feather di mettersi ai comandi. Nel frattempo, viene raggiunto da un falco messaggero, che, con la voce di Phaskin, lo informa che San Bayul è vivo, e gli ordina di raggiungere il quartier generale il prima possibile. Tuttavia, la situazione è disperata: la zeppelide non riesce ad alzarsi in aria e i quietmen che stanno cercando di entrare nella creatura sono sempre di più ogni minuto che passa.

I quietmen non cedono neppure quando Feather riesce a far alzare in volo la zeppelide, e dopo essersi aggrappati alla zeppelide, stanno cercando di entrare, costringendo Fonn e Jarad ad imbracciare delle armi inceneritrici izzet trovate nella zeppelide e a sparare contro i nemici. Quando però un gruppo di grandi insetti cavalcati da alcune sacerdotesse di Savra, tra cui la fedelissima Dainya, si unisce all'assalto, Jarad intuisce che qualcosa non va. Dainya rivela involontariamente che Savra è ora la leader dello Sciame, e quando Jarad minaccia di dare fuoco a lei e al suo coleottero se oserà avvicinarsi, la sacerdotessa lo provoca, affermando che non potrebbe mai fare del male ad un altro elfo. Per tutta risposta, il cacciatore Golgari incenerisce uno degli altri coleotteri, e comprendendo di non avere possibilità, Dainya si ritira, promettendo a Jarad che tornerà per ucciderlo. Quando anche l'ultimo dei quietmen viene incenerito, il gruppo si interroga sul motivo per il quale i quietmen stessero seguendo i Devkarin, e Fonn suggerisce una sua ipotesi: è possibile che Savra sia riuscita a trovare un mezzo per controllare i silenziosi servitori del Conclave.

CAP 17 - 27 Zuun 9999 Z.C. Intorno a Mezzanotte

"Il furto di una proprietà appartenente a una gilda è proibito" --Ordinanze Civili di Ravnica

La zeppelide contenente Kos, Jarad, Fonn, Feather, Biracazir e Pivlich atterra sulla pista di atterraggio del quartier generale wojek del Decimo Distretto, dove ad aspettarli c'è Phaskin, il quale assicura a Fonn che San Bayul è ancora vivo, ed è tenuto al sicuro all'interno del laboratorio di necromanzia e alchimia del quartier generale è ancora vivo. Nel frattempo, dalle parti del centro, la comandante celeste Wenslauv sorvola un immenso esercito di teratogeni, Devkarin e umani Golgari che sta cingendo d'assedio il Forte Centrale, evento che mai prima d'ora era mai accaduto. I Devkarin e i teratogeni non si amano particolarmente, ed è estremamente difficile vederli collaborare. Eppure, eccoli a combattere assieme, in superficie, nonostante i Golgari possiedano un territorio enorme all'interno della Città Sepolta. Ma la cosa più strana è che al fianco dei Golgari combattono anche i quietmen, i fedeli servitori del Conclave.

Dopo aver inviato una richiesta di rinforzi, seppur consapevole che la Lega sia ormai allo stremo dopo tutta la fatica fatta per prepararsi al Decamillenario imminente, Wenslauv sorvola ancora più da vicino l'esercito e scopre che alla sua testa c'è Ludmilla in persona, che sta pietrificando innocenti cittadini. Chiedendosi se il Patto delle Gilde non sia stato scritto con una data di scadenza, Wenslauv ordina l'attacco ai suoi soldati. Nel frattempo, del tutto ignaro di questi accadimenti, il gruppo di Kos raggiunge il necro, dove trova ad accoglierli il Tenente Stanslov e il Capitano Phaskin assieme ad un San Bayul apparentemente addormentato. Dopo averlo toccato per assicurarsi che stia bene, Fonn viene come posseduta e inizia a pronunciare parole apparentemente sconnesse e prive di significato: <<Vitu-Ghazi. Convocazione. Fermatela. È un errore. Non sanno. Non possono più vedere. Lei non può diventare ambasciatrice. Fermate la sacerdotessa. Proteggete la pietra.>>

Una volta tornata in sé, Fonn torna spiega che quelle parole provengono da San Bayul, che si è mantenuto in ibernazione fino a quel momento e ha speso tutto le sue energie solo per comunicare con lei. Grazie alle informazioni che Bayul ha trasmesso alla sua mente, Fonn spiega che il Conclave sta per scegliere un nuovo membro da inserire all'interno del Coro, un membro che, secondo Bayul va fermato ad ogni costo.

È Jarad il primo a comprendere chi sia questo membro: Savra, sua sorella. I Devkarin Golgari non sono ben visti dai loro cugini Silhana Selesnya, tuttavia, a detta di Fonn, se Savra fosse entrata in possesso di una particolare pietra posseduta da santi viventi come San Bayul, allora verrà accettata senza problemi. In quel momento, Phaskin si trasforma in un ammasso di vermi bianchi che divora il Tenente Stanslov. Fonn e Jarad riconoscono nella creatura lo stesso essere che li ha attaccati nella Città Sepolta, e sorprendentemente anche Feather lo riconosce. La creatura, che nel frattempo assume la forma di Nyausz, l'ogre interrogato da Borca e Kos poco prima dell'attentato, viene chiamata "lupul" da Feather, che immediatamente la trafigge con la sua spada e le dà fuoco.

A pericolo concluso, Feather spiega che i lupul sono delle creature mutaforma che un tempo venivano utilizzate come spie da entità molto più oscure dei Golgari, creature che prendevano ordini da un misterioso padrone che è stato imprigionato. L'ultima colonia di lupul mai registrata è stata però distrutta poco dopo l'imprigionamento del loro padrone da Razia e i suoi angeli, perciò è davvero strano ed inquietante sapere che uno o più lupul sono ancora in circolazione.

Prima che gli altri possano chiedere ulteriori spiegazioni, i quietmen irrompono nel laboratorio e ingaggiano uno scontro con Kos e i suoi compagni, che fortunatamente hanno la meglio nel momento in cui Pivlic irrompe nella sala con una delle armi Izzet lasciate sulla zeppelide. Mentre la prima ondata di quietmen viene sterminata e una seconda ondata fa irruzione nel necro riuscendo a rapire Fonn, Kos nota che uno dei nemici uccisi ha il volto di Wenvel, il mercante tormentato dallo spettro di sua moglie Yertrude.

CAP 18 - 28 Zuun 9999 Z.C. Appena prima dell'alba

"Impersonare un ufficiale Wojek è strettamente proibito." --Ordinanze Civili di Ravnica

Dopo un lungo combattimento, Kos e i suoi compagni rimasti raggiungono la zeppelide, scoprendo però che la creatura è troppo ferita per condurli fino a Vitu-Ghazi, l'Albero Città verso il quale stanno dirigendosi i rapitori di Fonn. Per risolvere il problema, Kos decide allora di rimuovere i legacci che imbrigliano le ali di Feather, liberandola così dal suo debito nei confronti della Lega ed affermando che, qualunque cosa abbia fatto per meritarsi quella punizione, non ha più valore adesso che la città è in pericolo. Di nuovo libera di volare, Feather aiuta la zeppelide a tenersi in aria e se la trascina per tutto il percorso. Nel frattempo, al Forte Centrale, Ludmilla riesce a distruggere il Titano-sentinella, una grande statua di pietra che dovrebbe attivarsi qualora il centro Ravnica fosse in pericolo ma che invece non si è ancora neppure mossa. Tuttavia, c'è qualcosa che non va: non si vede l'ombra di un solo angelo. I wojek stanno morendo a centinaia, ma dei loro piumati protettori non vi è traccia, e l'idea che stiano aspettando il momento più opportuno per farsi vivi e sterminare il suo esercito, turba molto la gorgone. Ciononostante, la nuova leader le ha dato un ordine, e per non fare la fine delle sue sorelle, Ludmilla continua il suo attacco.

A Vitu-Ghazi intanto, Savra fa il suo ingresso trionfale all'interno della stanza dove si riunisce il Coro. Già da decenni la Regina dei Golgari ha cominciato a corrompere le radici dell'Albero Città attraverso filamenti necrotici, cosa che le ha permesso di ottenere il controllo dei quietmen e dell'albero-città stesso. Grazie al suo alleato segreto, inoltre, Savra è persino riuscita a creare dei quietmen personali, una specie della quale fa parte anche il mercante Wenslauv. Il piano di Savra e del suo alleato è piuttosto macchinoso, ma a quanto pare sta funzionando. Il Coro, infatti, preoccupato dall'improvviso e deliberato intensificarsi della corruzione del tronco dell'albero-città, ha cercato l'aiuto della nuova leader dei Golgari, elfa esperta di corruzione che certamente potrà fermare il decadimento di Vitu-Ghazi, una volta che diventerà parte del Conclave. Per giustificare l'attacco dei quietmen e l'assedio del Forte Centrale, Savra ha convinto le driadi che i Wojek siano corrotti, affermando che, per salvare il Patto delle Gilde, il Conclave dovrà distruggerli. Insomma, l'unico modo per salvare i Selesnya è permettere a Savra di ottenere un posto nel Coro durante la Convocazione, cosa che le permetterà di dominare sugli altri membri grazie al potere della gemma verde di Bayul, che strappa dalla mano di Fonn dopo avergliela mozzata con un solo colpo di magia oscura.

Poco dopo, la zeppelide trainata da Feather, si schianta al centro di Vitu-Ghazi, nella "sala" a cielo aperto dove si riunisce il Coro. Jarad corre verso la sorella per ucciderla, e Kos, dopo aver osservato l'immenso cerchio di persone che attornia Vitu-Ghazi, chiede a Feather di andare a chiamare i suoi simili angeli, ignorando il fantasma di Borca, sempre con lui, che gli suggerisce di osservare cosa sta succedendo al centro dell'albero città. Jarad non è riuscito infatti ad arrivare alla sorella, perché si è bloccato insieme a Fonn e Biracazir ad ascoltare ipnotizzato la canzone mormorata dal Coro riunito in circolo attorno a Savra. Kos riesce appena ad urlare ai due compagni di svegliarsi, che due salde mani lo immobilizzano, costringendolo ad assistere impotente al compimento dei piani di Savra. Man mano che la canzone procede, il cielo si inscurisce, finché sopra a Vitu-Ghazi si apre un vero e proprio buco nero dal quale discende, come una divinità, una creatura con due lunghe e brillanti zanne ben visibili sotto il cappuccio che copre il suo volto. Quando il pallido dio dalle lunghe zanne tocca terra, Kos grida a Borca di cercare aiuto, ma il nuovo arrivato alza una mano e disintegra lo spirito del wojek. Poi la creatura, che Savra chiama "mio amato", si rivolge alla Matka chiamandola "mia liberatrice" e la informa che è giunta l'ora che il suo destino si compia.

<<Si, Szadek>> , dice Savra.
Poi si infila nella fronte la gemma verde di Bayul. Una volta che la gemma si fonde completamente al suo corpo, Savra mostra a Szadek di avere il pieno controllo sul Coro emettendo una singola e candida nota che le driadi ripetono meccanicamente.
<<Ben fatto, bambina>>, le dice Szadek. <<Come ci si sente ad essere così potenti? Puoi sentirli? Puoi sentire il Conclave Selesnya>>
<<Si, mio amato>> risponde Savra. <<Li sento, e loro mi appartengono>>
<<Perfetto>> dice il vampiro.

Poi posa le sue mani sulle orecchie di Savra con fare dolce, e con un solo, rapido gesto, le torce il collo e glielo spezza.

CAP 19 - 28 Zuun 9999 Z.C. Alba

"Se ci sono solo nove gilde, perché ci sono dieci Titani-sentinella, dieci distretti e dieci punti sul distintivo dei wojek. Sicuramente queste sono più di mere coincidenze." --Decima Gilda: Fatto o Falsità? Articolo del Giornale del Patto delle Gilde (13 Zuun 9451 Z.C.)

Non appena Szadek spezza il collo a Savra, tutte le driadi del Coro si accasciano a terra senza vita, e Fonn e Jarad si risvegliano dallo stato di trance. Il cacciatore Golgari, scioccato dalla morte della sorella, corre a soccorrerla, mentre Szadek, Signore dei Segreti, ordina ai suoi tre lupul di attaccare i nemici. Mentre le persone riunitesi per prendere parte alla Convocazione si risvegliano dallo stato di trance in cui le aveva gettate l'incantesimo di Savra, Szadek si rivolge al popolo di Ravnica e pronuncia un discorso nel quale spiega le motivazioni del suo ritorno. Millenni fa, dopo la firma del Patto, i nove parun delle altre gilde si rivoltarono contro di lui, e lo rinchiusero nelle profondità del Canyon Grigor, in un luogo che nessuno avrebbe mai potuto raggiungere. Nessuno tranne Savra. E proprio grazie alla Devkarin ora Szadek è libero e pronto a vendicarsi dell'intera Ravnica, colpevole di avergli impedito di distruggere la falsa pace garantita dal Patto delle Gilde. Il discorso del Signore dei Segreti viene però interrotto da Biracazir, il quale gli si getta addosso e prova ad azzannarlo, ma Szadek, con la forza di un solo pugno, lo scaglia lontano da sé. Poi, mentre Jarad e Fonn lo maledicono, Szadek pronuncia la sua sentenza: <<Oggi il vostro Patto delle Gilde morrà.>>

Ad un ordine del teatrale parun Dimir, i quietmen si spingono contro le pareti di Vitu-Ghazi, venendone letteralmente assorbiti. L'Albero-città viene scosso da un vero e proprio terremoto, e Fonn capisce cosa sta accadendo: grazie al sacrificio dei quietmen, Szadek sta cercando di riportare alla luce Mat'Selesnya. A conferma delle sue parole, al centro di Vitu-Ghazi si apre una voragine, e da quella voragine fuoriesce un grosso bulbo che si apre per rivelare una figura luminosa, un elementale composto da dozzine di driadi fuse assieme e con un grosso cristallo infilato nella testa: il parun del Conclave Selesnya è tornato. Tuttavia, la corruzione di Vitu-Ghazi rende la creatura estremamente debole, e Szadek ne approfitta per avvicinarsi, infilare le sue zanne nel suo corpo e, dopo aver ordinato ai lupul di uccidere Jarad, Fonn e Kos, cominciare a nutrirsi della sua essenza. Uno di loro assume addirittura la forma dello spettro di Myczil, il vecchio partner di Kos. Fin dall'inizio della storia, Kos non ha mai visto un fantasma, ma un lupul trasformato in Myczil.

La situazione appare disperata, ma Jarad ha un'idea, e una volta raggiunto il corpo ormai privo di vita della sorella, le strappa la pietra verde dalla fronte e la lancia a Fonn, che la prende al volo e la avvicina a Biracazir. Accanto al lupo ferito, la pietra brilla di luce verde e la mezz'elfa Selesnya capisce che da questo momento in poi la creatura è destinata a formare il nuovo Coro, perciò avvicina la pietra a Biracazir ed essa risponde incastonandosi nella fronte del lupo. Nel frattempo, Jarad cerca di comandare i lupul, che hanno di nuovo assunto la loro forma di vermi bianchi per assalire e divorare gli avversari, e con una enorme fatica riesce non solo a fermare la loro avanzata, ma addirittura a ritorcerli contro Szadek, spiegando che controllare le loro menti semplici non è diverso dal controllare le menti altrettanto semplici degli insetti. Tuttavia, è stato fortunato: se i lupul avessero assunto una forma precisa, allora la loro mente sarebbe stata troppo simile a quella dei comuni abitanti di Ravnica per poter essere dominata da lui.

Nell'istante in cui Fonn infila la pietra di Bayul nella fronte di Biracazir, il cristallo di Mat'Selesnya comincia ad emettere delle onde di colore verde che allontanano le persone dal centro di Vitu-Ghazi ed uccidono i lupul, lasciando un Szadek vivo ma semi-divorato a combattere l'ondata di mana verde. Di fronte a quello spettacolo, Kos comprende per la prima volta fino in fondo che la missione dei wojek non è solo quella di mantenere l'ordine per le strade, bensì garantire la salvaguardia del Patto delle Gilde. Perciò, in qualità di protettore del Patto, si avvicina ad un ormai debole Szadek e lo arresta per aver ucciso Borca, Luda e Bayul, del tutto ignaro delle terribili conseguenze che questo gesto avrà in futuro.

CAP 20 - 1° Seleszeni 10000 Z.C. Pomeriggio

"Nessun firmatario o delegato dovrà rivelare l'esistenza del Decimo firmatario. La violazione di questo emendamento sarà punita con l'imprigionamento o l'esecuzione capitale." -- X Emendamento del Patto delle Gilde (la Legge dei Guildmaster)

È passato un giorno da quando Szadek è stato sconfitto e tratto in arresto da Kos. Vitu-Ghazi ha un nuovo Coro, composto da alcune driadi appena nate e da Biracazir, e i Selesnya si stanno dando da fare per ricostruire le abitazioni dell'Albero-Città andate distrutte durante l'attacco di Szadek. Jarad è diventato il nuovo guildmaster Golgari al posto di Savra, e Ludmilla non ha cercato di riprendersi il ruolo che le apparteneva, probabilmente temendo la possibilità che Jarad potesse ucciderla per tenere il controllo della gilda. Feather, dopo aver scoperto che degli altri angeli si era persa ogni traccia, ha combattuto al Forte Centrale, aiutando i wojek a cacciare indietro i Golgari di Ludmilla, minacciando personalmente la gorgone di non farsi più vedere in superficie (promessa che, per quanto ne sappiamo, viene mantenuta ancora oggi) e ripartire poi per cercare i suoi fratelli angeli. Szadek è stato consegnato agli Azorius, e Agrus Kos ha deciso di andare in pensione e lavorare come guardia privata per Pivlic in una delle Zone di Bonifica in cui l'imp vuole aprire nuovi ristoranti: Utvara.

Prima di partire però, Kos vuole togliersi un peso e decide di raccontare a Fonn cosa sia accaduto a suo padre Myczil. Torniamo quindi a quel tragico 18 Griev 9943, quando Kos e Myc, dopo aver perso le tracce del cacciatore Devkarin, che ormai abbiamo capito essere Jarad, partono all'inseguimento di Palla, la donna Rakdos artefice del massacro su cui i due partner stanno indagando, fermandosi solo quando trovano i cadaveri morti di due loro compagni 'jek, uccisi da una creatura con artigli e denti d'acciaio. Zunich riconosce il modus operandi di Palla e capisce che la donna sta giocando con loro, visto che li ha riportati al punto da cui erano partiti la notte precedente. Prima di ripartire, i due vedono il cacciatore Devkarin in cima ad una pila di tavole che forma un ponte tra due edifici, e decidono di provare a raggiungerlo. Arrivati in cima, i due 'jek vedono Palla muoversi, e Zunich parte alla carica. In quel momento, il cacciatore Devkarin appare dietro Kos e grida a Zunich di fermarsi, perché quella non è la vera Palla, ma un'esca piazzata da lui stesso per attirare la Rakdos allo scoperto.

Tuttavia, Myczil non lo ascolta e conclude la sua corsa piantando la sua spada nel corpo della figura che ha davanti, la quale emette un urlo simile a quello di un bambino. In quel momento Kos si avvicina al corpo e, con orrore, scopre che appartiene veramente ad una bambina, e non a Palla. Mentre Kos cerca di riprendersi dallo shock, Zunich si avvicina a Jarad e comincia a picchiarlo con violenza, e quando il giovane partner si avvicina per farlo tornare in sé, Palla salta fuori e prova ad ucciderlo. Dopo una breve ma intensa lotta, Kos ha la meglio su Palla e, dopo alcune parole di scherno pronunciate dalla Rakdos, le infila la spada nella gola, uccidendola. Dato che Palla è una killer Rakdos, il suo omicidio rientra nei limiti della legge, mentre quello commesso da Zunich viene considerato reato, perché la vittima era una ragazzina innocente e Ravnica è piena di avvocati Orzhov capaci di partire da un dettaglio simile per farlo condannare e sbatterlo in prigione per l'eternità.

Kos si rende conto che il partner è sotto shock, e cerca di calmarlo dicendogli che troveranno una soluzione e che il Devkarin non ha colpe. Zunich però non lo ascolta e comincia a gridare che è stato l'elfo a uccidere la ragazzina portandola sull'impalcatura, e che quindi è lui il colpevole del suo omicidio. Arriva persino ad ordinare a Kos di mentire nel rapporto, scrivendo che ad uccidere Palla è stato Zunich, e che l'elfo, che intende uccidere di lì a poco, è un'altra vittima della Rakdos. Tuttavia, quando il 'jek vede il fantasma della ragazzina che gli si avvicina e gli fluttua accanto senza fargli del male, torna in sé, e si limita a chiede a Kos di non far sapere a nessuno che è stato lui ad uccidere la bambina. Sua moglie e la sua unica figlia non devono sapere cosa è accaduto, altrimenti lui non potrà più guardarle in faccia. Kos promette di non raccontare loro la verità, e in quel momento Jarad si alza proponendo una soluzione: porterà il corpo della bambina ai suoi genitori, quelli che lo avevano pagato per portarla in salvo, e dirà loro che è stata Palla ad ucciderla. Zunich però non ci sta, non si fida di un Devkarin, e cerca di ammazzare Jarad con la spada di Kos. Il giovane 'jek però si mette di mezzo, protegge Jarad e colpisce il partner con un pugno che sbilancia Myczil. Senza più equilibrio, Zunich scivola lungo le assi bagnate dalla pioggia, e prima che Kos possa afferrarlo, l'uomo cade nel vuoto, andandosi poi a schiantare contro le rocce sottostanti.

Traumatizzato, Kos rimane in silenzio per un po' a fissare il corpo del partner morto, finché Jarad non gli si avvicina per rassicurarlo del fatto che nessuno saprà nulla di questa storia. Per tutta risposta, Kos si alza in piedi e minaccia l'elfo di non farsi mai più vedere, al che quello, dopo averlo ringraziato per avergli salvato la vita, prende la ragazzina e se ne va, lasciandolo da solo. Per cinquantasette anni Kos ha mantenuto il segreto sulla morte del partner, raccontando ai suoi superiori e alla famiglia che l'uomo è morto per le ferite riportate durante la lotta contro Palla. Oggi, il primo giorno del 10.000 Z.C. dopo anni passati ad affogare il ricordo di quegli eventi nell'alcol, dopo che l'elfo è diventato guildmaster Golgari, dopo che la moglie di Zunich si è suicidata e dopo che la di lei figlia lo ha aiutato a salvare Ravnica, l'ormai ex Tenente Agrus Kos si è finalmente liberato di questo terribile fardello.

Epilogo - 1° Seleszeni 10000 Z.C. Tardo Pomeriggio

Una volta finito di parlare con Fonn, Kos torna al quartier generale del Decimo per un'ultima volta. Con lo scoccare della mezzanotte, infatti, Kos cesserà a tutti gli effetti di essere un Wojek e si trasferirà con Pivlic ad Utvara. Entrato nel necro, laddove aveva combattuto il lupul, Kos viene messo al corrente da Helligan, il medico legale sopravvissuto all'attacco dei quietmen, che il Borca morto nell'attentato a Bayul era un lupul. Helligan ha dissezionato i frammenti ritrovati sul luogo dell'attentato, ed ha trovato al loro interno dei minuscoli vermi bianchi in tutto e per tutto simili ai normali vermi. Chiaramente, alla luce della scoperta fatta durante l'attacco dei quietmen, ha fatto in modo di bruciare quei frammenti. Rassicurato, Kos chiede ad Helligan di rimanere solo con il cadavere di Luda, l'ultima vittima che Helligan stava ancora dissezionando, la bambina orfana che sognava di diventare una wojek e rubava meloni ai mercanti Orzhov per sopravvivere. Il vecchio 'jek la informa che il suo caso è risolto e il suo assassino è stato punito, perciò può riposare in pace.
<<Mi spiace, non sono stato capace di salvarti>>, le dice. <<La giustizia è tutto ciò che ho da offrirti>>

Poi esce, ordina ad Helligan di far cremare il corpo e raggiunge il suo ufficio di capitano, ruolo che ricoprirà solo fino a mezzanotte. In quel momento appare il fantasma di Borca, che rivela di non essere stato ucciso da Szadek, ma solamente allontanato in quanto legato dal contratto Orzhov. Borca chiede a Kos di compilare il rapporto sul suo caso, in modo tale da poter adempiere ai termini del contratto e, finalmente, riposare in pace.

Negli anni successivi, il rapporto "mangiato dai vermi" (anche conosciuto come "documento Borca"), verrà ampiamente studiato da tutti gli aspiranti 'jek e sarà la più potente arma che i cittadini di Ravnica avranno per difendersi dai lupul. Nessuno saprà mai che se il nome di Bell Borca compare nella lista dei wojek che hanno risolto il caso dell'attentato a San Bayul non è lì a causa di un errore, bensì per una sorta di ricompensa che Kos ha voluto dare al suo spettrale partner, il quale, in un certo senso, ha davvero contribuito a risolvere il caso del suo stesso omicidio. Infine, il capitolo si chiude con Helligan che, mentre prepara il corpo di Luda per il crematorio, scopre dei piccoli vermi sul cadavere. Prima che possa dire o fare nulla, il medico legale viene aggredito e consumato dai piccoli vermi bianchi, che una volta finito il pasto, assumono il suo aspetto e si allontanano nella notte tenendo per mano la bambina (probabilmente un altro pezzo di sé o un secondo lupul).

Curiosità:

Ludmilla è ancora viva all'epoca di Gilde di Ravnica. L'artbook di Ravnica conferma che vaga ancora per la Città Sepolta, ed è assai probabile che non abbia combattuto durante la Guerra della Scintilla. Nel capitolo in cui le Sorelle di Pietramorte vengono sconfitte, viene detto che Ludmilla è l'ultimo esemplare vivente della sua specie, e in effetti nell'intero primo blocco di Ravnica le Sorelle sono le uniche creature gorgone. Poi in Ritorno a Ravnica è apparsa Vraska, e in Labirinto del Drago la Gorgone di Korozda (che peraltro potrebbe essere la stessa Ludmilla settant'anni dopo). Ad oggi non è mai stato chiarito dalla wizards da dove siano sbucate tutte queste gorgoni, ma d'altronde, per quanto ne sappiamo, Ludmilla potrebbe semplicemente aver salvato la specie facendosi clonare dai Simic. In ogni caso, le creature dallo sguardo pietrificante sono ancora piuttosto rare da incontrare su Ravnica.

Per riassumere:

  • - 10.515 A.R. = 5.515 A.C. (prima del Patto) Nasce Niv-Mizzet
  • - 5.515 A.R. = 1.Z.C. Anno della firma del Patto delle Gilde. Dopo una guerra tra le fazioni di ordine e caos, guidate rispettivamente da Razia e Cisarzim, Azor crea il Patto e tutti i leader degli eserciti aderiscono per fondare le Dieci Gilde. Azor diventa parun Azorius; Szadek parun Dimir; Niv-Mizzet parun Izzet; Rakdos parun Rakdos; Mat'Selesnya parun Selesnya; Svogthir parun Golgari; Razia parun Boros; Cisarzim parun Gruul; ignoti diventano parun Simic e Orzhov. Qualche tempo dopo, Szadek verrà imprigionato nel Canyon Grigor
  • 3.484 A.R. = 9.000 Z.C.: Svogthir, il parun dei Golgari, viene smembrato dalle cinque sorelle di Pietramorte. Tre di loro sopravvivono e imprigionano la sua testa al centro di Korozda, privandola del suo potere magico.
  • 4.379 A.R. = 9.895 Z.C.: nasce Agrus Kos
  • 4.427 A.R. = 9.943 Z.C.: muore Myczil Zunich, collega wojek di Agrus Kos.
  • 4.448/9/10 A.R= 9.964/5/6 Z.C.: nasce Teysa Karlov. Non sappiamo con precisione il suo anno di nascita, ma sappiamo che oggi si definisce 112enne. Non sappiamo se arrotondi e ne abbia 111 e tre quarti o 112 e mezzo, quindi mi sono preso una libertà di tre anni.
  • Fine 4.483 A,R,/ Inizio 4.484 A.R. = Fine 9.999 Z.C./10.000 Z.C. : durante gli ultimi giorni che precedono il Decamillenario, si svolgono gli eventi di Ravnica: City of Guilds.

Fonti:

Ravnica: The City of Guilds, di Cory J. Herndon. Libro pubblicato nel novembre del 2005 e inedito in Italia

 

900 789384737

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