On the Curve ep. 9 - 25 Shadows of Fail Stampa
Giovedì 22 Marzo 2018
limited ep9On the Curve - la rubrica limited a cura di Steelstar

Un saluto a tutti, benvenuti al penultimo episodio di On the Curve. In questo articolo passerò in rassegna a Masters 25, l’edizione proposta da Wizard of the Coast per celebrare il venticinquesimo anniversario di Magic. Ogni set Masters (quindi quelli con i box da 24 buste) viene prodotto con uno scopo, ovvero offrire reprints accattivanti di carte che altrimenti avrebbero un prezzo inaccessibile.

Queste “carte jackpot” sono inserite in un’edizione dal power level elevato, che rende l’ambiente limited davvero accattivante. Il downshift della rarità di alcune magie le rende più frequenti sul Campo di Battaglia; gran parte delle carte Rare, se prive di valore economico, sono magie potentissime in limited.

Nelle bustine non c’è la Terra Base, che è sempre sostituita da una foil di rarità casuale; questa caratteristica si traduce immediatamente in un pool più ampio su cui draftare. Le strategie proposte sono supportate da magie decisive: se in AER si gridava allo scandalo riuscendo a usare un Felidar Guardian su Silkweaver Elite, in MM3 avevamo Dinrova Horror, Mist Raven e Ghostly Flicker. L’ultimo set Masters, IMA, proponeva Defenders, Dragons, +1/+1 Counters, Lifegain, U-based Control… tutto coadiuvato da ottime mana rocks, mana fixing, e divertentissime Bombe qua e là. Il 16 marzo c’è stato il Release di Masters 25; questo articolo vuole spiegarvi perché evitarne gli eventi.

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Jackpots: imperial recruiter alteredè frequente che le carte più costose di un set Masters non abbiano una grande utilità in Limited; con le dovute eccezioni, c’è un motivo logico. Mentre in limited la Bomba perfetta ha un costo di mana convertito compreso fra il 4 e il 7, in constructed competitivo le magie sono molto efficienti, con costi di mana convertititi compresi fra 0 e 3. Questo dovrebbe farvi riflettere su un aspetto, ovvero che lo scopo di partecipare ad un evento limited sia vincere il montepremi, non rientrare nei costi. Trovare Chalice of the Void e Ravenous Chupacabra nella stessa bustina non è fortuna, è una maledizione. Certo il Calice costa molti soldi, e potrete dire a voi stessi “almeno mi sono ripagato il draft”; ma lo scopo è vincere il torneo, e Ravenous Chupacabra sarebbe il pick che un professionista sceglierebbe. Jace, the Mind Sculptor e Phyrexian Obliterator sono le uniche due carte attualmente sopra i 10 euro che valgono sia come Jackpot che come Bomba. Imperial Recruiter, Chalice of the Void, Rishadan Port, Blood Moon, Ensnaring Bridge, sono tutte carte costose che trovano in limited pochissime applicazioni. Il fixing migliore proposto è sulle filterlands (Fetid Heath, Cascade Bluffs…), e sono rare con un prezzo rilevante, superiore ai 5€. La tentazione di prenderle come first pick è fortissima, ma probabilmente in partita non saranno mai tanto meglio di Forsaken Sanctuary o Highland Lake.

Il risultato è che le carte più costose dell’edizione (Jace, the Mind Sculptor a parte) sono di fatto carte mediocri in limited. In aggiunta, il loro prezzo è definito dalla scarsità di reprint, non dalla popolarità della carta. Questo vuol dire che tutte le persone che apriranno un Rishadan Port probabilmente lo venderanno, perché è una Terra che si gioca in pochissime build. Un’offerta altissima abbasserà il prezzo di equilibrio di mercato, abbassando infine il valore di quel jackpot. Lo stesso non accadde con le fetchlands di MM3; carta jackpot di ridotta utilità in limited, chi la trovava se la teneva volentieri, perché le fetch si giocano ovunque e in tutti i formati. Il loro valore jackpot quindi restava elevato: quantomeno la rinuncia ad una Bomba nel pool era bilanciato da una carta che costava il doppio del valore della bustina. Mi sto riferendo a Misty Rainforest, attualmente la più economica delle cinque. In A25 questo bilanciamento manca, squilibrando l’ambiente di gioco e mettendo i partecipanti di fronte a scelte spinose. In Portogallo il gestore applicava questa soluzione, alla quale dovevano aderire tutti i giocatori: chi trovava Tarmogoyf, Snapcaster Mage o Cavern of Souls poteva dichiararlo, dimostrarlo al tavolo, e comprare a 10€ la bustina appena aperta, sostituendola con un’altra. In questo modo il problema veniva parzialmente risolto. Altra soluzione è quella di “draftare le rare”, ridistribuendole fra i vincitori a seconda della loro posizione in classifica; soluzione che personalmente apprezzo di meno.

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Expected Value: questo paragrafo va a colpire coloro che effettivamente hanno interesse a partecipare ad un torneo cercando di spendere del buon tempo, rientrando poi nei costi grazie ad un paio di carte fortunate: A25 non fa per voi. Sono ansioso di leggere nei commenti “ce stilstar secondo me sbagli ce io o trovato due Jeis e ho vinto e ho ripagato i costi è una bellissima idea di mamma wizzi”; bene, quella è una eccezione. È altamente probabile invece che il draft non riuscirà a ripagarsi, forse nemmeno raggiungendo il podio. Il discorso è già stato affrontato prima, riguarda l’equilibrio di mercato. e via che si parte:

Liliana of the Veil, prima di MM3 costava circa 70€; dopo la ristampa, il prezzo è arrivato a… 70€. Questo perché Liliana of the Veil è una carta popolarissima in Legacy e in Modern. Per ogni nuovo venditore che proponeva la carta a 70€, c’era sempre un compratore che la acquistava: il prezzo di equilibrio rimaneva stabile perché domanda e offerta andavano di pari passo. Non accadrà lo stesso con le carte costose di A25. Imperial Recruiter, Rishadan Port, tutte le filterlands, non hanno un grande numero di compratori; questo perché sono carte meno popolari in ambiente competitivo. Chi troverà Imperial Recruiter cercherà di venderlo a 40€, ma non troverà un compratore; così cercherà di venderlo per 35€. Questo processo avviene in modo casuale in tutto il mercato europeo, finché qualche compratore non inizierà a comprare Imperial Recruiter a 25€. Lì il prezzo si stabilizzerà, ma nel frattempo la vostra carta ha perso quasi metà del suo valore; e stiamo parlando di una Rara Mitica. Twilight Mire non è giocata da nessuna parte se non in Commander. L’offerta salirà a tal punto che il prezzo di equilibrio potrebbe scendere fino a 5€, parliamo di una Terra che il 4 marzo era venduta a più di 15 euro. Questo vuol dire che solo la fortuna nelle foil potrebbe aiutarvi a rientrare nei costi; per ciò che è statisticamente ed economicamente rilevante, comprare bustine di A25 non ripagherà mai il prezzo sostenuto.

Prima di proseguire col terzo paragrafo, è importante fare chiarezza sui punti discussi fino ad ora. Visto che riguardano entrambi il valore economico delle carte, mi prendo il tempo necessario per riassumere quanto detto:

  • Le carte Jackpot sono quelle che valgono di più, insomma quelle che quando le aprite siete felici perché costano tanti soldi. In A25 trovare una di queste carte abbasserà le vostre chance di vincere il torneo, dando per scontato che nelle altre 14 carte della busta almeno una rimozione ci sia. Immaginate di trovare sia Blood Moon che Lightning Bolt. La prima costa tanto, ma non serve a nulla in Limited. La seconda costa meno, ma è una R fortissima.
  • Anche una volta che avrete preferito Blood Moon a Lightning Bolt, vedrete il valore economico di quella magia scendere rapidamente, perché le carte Jackpot in A25 sono poco giocate. Probabilmente non giocherete nemmeno Blood Moon nel mazzo, e avrete rinunciato ad aumentare le chance di vincere il torneo (che vi avrebbe dato accesso al montepremi) in cambio di una carta dal valore economico destinato a calare drasticamente nei prossimi sei mesi.

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Limited Environment: l’ultimo paragrafo è quello che ritengo essere il più importante, e risponde alla seguente domanda: “posto che un draft di A25 vorrei farlo anche solo per provare, ignorandone l’aspetto economico, è poi effettivamente divertente da giocare?”.

Masters 25 è un’edizione nostalgia, che ripercorre le edizioni passate da Alpha fino a Rivals of Ixalan. Carte come Ghost Ship,Ihsan’s Shade, Balduvian Horde, Savannah Lions, sono state iconiche del loro tempo, e vengono apprezzate dai giocatori veterani per la possibilità di utilizzarle di nuovo sul Campo di Battaglia. L’aspetto “artworks” è stato gestito in modo sublime: vi propongo il mio esempio favorito favorito baby. Il ciclo di Ice Age, composto da Ice Age, Alliances e Coldsnap, ha una caratteristica bizzarra: i primi due set sono stati stampati negli anni ’90, mentre l’ultimo nel 2006. Coldsnap aveva comunque diversi richiami alle passate edizioni, fra cui la presenza dei permanenti Neve. È in Alliances che venne stampato per la prima volta Pillage; dieci anni dopo, WoTC presenta i capo tribù di queste orde barbariche, Lovisa Coldeyes. Proposta per la prima volta da Brian Snoddy, viene ridisegnata da Anna Steinbauer per Duel Decks: Mind vs. Might, con un artwork che mette in mostra la vera natura di Lovisa: non una ricca governante che comanda le truppe dal trono, ma una forte, carismatica e audace signora della guerra che guida le sue orde dalla prima linea. Il Pillage proposto in A25 da Jesper Ejsing unisce nel tempo tutto il ciclo Ice Age; le orde di Lovisa saccheggiano i campi di Kjeldor in un artwork nel quale forti contrasti cromatici e un bellissimo flavour text permettono di immergersi nella saga raccontata da questo ciclo. Vindicate è un capolavoro di equilibrio di design, mentre per notare il livello di dettaglio di Pendelhaven è necessario un potente microscopio.

Questo emozionante viaggio trasversale nelle edizioni passate ci regala una esperienza di draft nella quale non è presente un singolo filone strategico. È logico che se viene ristampato un pool di 5-6 carte per ogni edizione passata, non è possibile proporre meccaniche che comprendano tutte queste ristampe da edizioni così diverse. Questo non accade in ogni Masters set: in IMA ci sono molte sinergie fra creature con segnalini +1/+1. Le keyword usate sono Outlast da Khans of Tarkir e Unleash da Return to Ravnica, ma Creature di edizioni diversissime ne riescono a beneficiare, come Ivy Elemental, Crowned Ceratok o Phantom Tiger. Per giustificare la ristampa di Assault Formation è sufficiente ripescare un po’ di creature con Difensore dalle varie edizioni: Carven Caryatid, Doorkeeper, Mnemonic Wall... In A25 c’è un immenso lack di strategie supportate.

Apparentemente, questo aspetto è del tutto assente. Certo, si possono creare interessanti sinergie fra due carte, ma durante un pick basta tener conto della BREAD e dei colori. Avrò un insieme di carte rosse indipendentemente forti con altre carte verdi indipendentemente forti; non c’è tribe, non c’è un filo logico strategico, non si può anticipare alcun approccio al pick. Questo è gravissimo; chi trova le carte migliori vincerà, perché non ci sono sinergie supportate che possano contrastare la forza bruta. In aggiunta, sono presenti alcune combo da insta-kill: non parlo di sinergie potenti, parlo di Niv-Mizzet, the Firemind + Curiosity. Il Drago è talmente mana-intensive che molto spesso wheelerà per il tavolo, aumentando le chance che si riesca ad assemblare la combo: avete perso da Ur Storm al FNM, ora perderete di nuovo al Release di un limited, dove vi aspettate di spuntare le vittorie a ceffoni, non a loop di innescate. Se in RIX costruite un blue green , ma senza Merfolk, probabilmente non andrete lontano. Al contrario, un red black Pirates non sono vi dà accesso a carte aggressive, ma anche ad alcune sinergie che rendono un pick preferibile ad un altro, mettendo da parte la BREAD. In A25 è una clown fiesta dove conviene sempre andare dritti con BREAD, perché difficilmente ci sarà una A da preferire ad una E a causa di una specifica sinergia; un po’ come se fosse un Set Base, utile ai nuovi giocatori per comprendere Haste, Flying e Vigilance, ma meno appetibile come sinergie proposte.

Masters 25 è un’edizione nostalgia che sarà un miracolo per tutti i giocatori casual, che vedranno il prezzo di alcune singole scendere molto. Blood Moon diventerà una carta accessibile, unico pezzo costoso di build free-win red competitive per il formato Modern; han pure ristampato Simian Spirit Guide. Alcune carte, forti del design moderno e di un artwork più raffinato troveranno sicuramente posto nei mazzi Commander. A parte questo, il set mi ha dato un’impressione decisamente negativa. Tenevo a scrivere questo articolo perché quando ho iniziato col primo episodio di On the Curve, ero molto felice all'idea di poter recensire un intero Master Set, con paragrafi di venti righe sul perché alla fine dei conti per vincere il draft basta aprire un Goblin War Drums. Ma a spoiler terminato, ho deciso che non ne valesse la pena.

Un saluto a tutti quanti, spero che l’articolo vi sia piaciuto.
Steelstar